Presentazione del romanzo “Giuditta Levato”
- 2 ottobre 2012 – Presentazione del romanzo “Giuditta Levato. La contadina di Calabricata”. Articolo su Calabria On Web.
Ai cittadini della postmodernità, Lina Furfaro con le 198 pagine del suo “Giuditta Levato- la contadina di Calabricata” offre una visione chiara del mondo rurale di una Calabria che più di ogni altra parte geografica della Penisola pagava il divario tra Nord e Sud, acuitosi con l’Unità d’Italia, e le conseguenze dell’avventura totalitaria che aveva lacerato il tessuto socio – economico italiano. La contadina di Calabricata, come tante altre donne di quel nostro periodo storico, combatteva contro il retaggio feudale del latifondo e auspicava l’uguaglianza e il diritto alla terra di tutti i cittadini. Il romanzo di Lina Furfaro nella parte finale rievoca con un linguaggio fruibile a tutti e con il piglio della cronista, i drammatici giorni che precedettero e seguirono il 28 novembre del 1946 quando un colpo di fucile ferì gravemente Giuditta per poi strapparla alla vita terrena. Gli atti giudiziari completano un racconto che, come una nitida fotografia, rinverdisce i ricordi di chi ha vissuto quegli anni di lotta e offre, soprattutto ai giovani, la lettura di uno spaccato di vita comune a tanti paesini del Mezzogiorno in cui l’unità della famiglia riusciva a superare le preoccupazioni e le angosce della condizione umana. Il libro è un insieme di voci, di personaggi, di luoghi degni di una pellicola neorealista. Lina Furfaro, con un lineare tratto di penna, ha descritto i bisogni di una società povera: le ansie di padri e madri per i figli che crescono, in particolare delle donne in età da marito, i riti del fidanzamento, i preparativi per il matrimonio, l’istruzione scolastica, la decisione dei capifamiglia di emigrare, i luoghi di aggregazione ( la fontana), la vecchia corriera la cui partenza sprigionava il sogno di andar verso la città. E il libro è anche una sorta di antologia del mondo contadino meridionale e calabrese con le sue peculiarità, gli usi, i costumi, l’unità della famiglia, le lotte bracciantili di cui Giuditta Levato – anche con il suo testamento spirituale affidato al senatore Pasquale Poerio – fu l’espressione più autentica del mondo femminile calabrese.
Angela Latella